Luca

1983
Apro la porta di casa e cado nel buio. E' come quando ci sono i cavalloni e vai sottacqua e non respiri. Solo che è un mare nero.

Scivolo sul pavimento liscio sopra le pattine per non fare rumore e non sporcare. Mi sembra di pattinare. Anche se ci sono stato solo due volte al Palacandy con mia cugina Margherita. Lungo il pavimento ci sono quelle lucine blu. A me mi sembrano tanti marziani in fila che sono atterrati sul pianeta terra. Solo che è marmo, non terra. Allora dovrebbero chiamarlo pianeta marmo forse. Appoggio le dita sulla maniglia di ferro ed entro in cucina. Questo è sugo al tonno. Sento l'odore del pomodoro, quello che mi fa piangere un po' della cipolla. E poi quasi l'odore del mare. Ma il mare è lontano ora.
La mamma è in camera, posso accendere la luce della cappa. Alzo il gomito e prendo il piatto dallo scolapiatti. Il mestolo è nel secondo cassetto a sinistra. Le posate accanto al lavello. Metto la pasta nel piatto. Mangio. Buono. Certo non è la pizza. Ma va bene. E mentre mangio penso di pensare. Ma non so cosa siano. Non sembrano pensieri. Sembrano fantasmi. Come quelli dei film di paura la notte. Qui sembra sempre notte con questo scuro. Questa specie di pensieri si staccano da me come quando lasci andare un palloncino e sale su in aria, o come quando lascio andare la ciambella nel mare e galleggia nell'acqua. Ma il mare è lontano ora